Gli italiani che hanno fatto l'Italia. 151 personaggi per la storia dell'Italia unita 1861-2011 , Rai Eri, 2011
con Giuseppe Parlato

Lunedì 19 dicembre, per gli incontri dedicati a "Un libro, un autore, tra storia e attualità", è
stato presentato il libro di Giuseppe Parlato Gli italiani che hanno fatto l'Italia. 151 personaggi per la
storia dell'Italia unita 1861-2011. (Rai Eri 2011, pp.176, euro 11,00). Introdotto dal vicepresidente della
Fondazione Gianni Scipione Rossi, che ha sottolineato il valore storiografico del testo, l'attenzione dei
relatori e del pubblico si è presto concentrata sui criteri usati per la scelta dei personaggi citati nel libro,
curiosità cui ha fornito in parte una spiegazione il vicedirettore del Giornale Radio Rai Stefano Mensurati,
in videoconferenza, ricordando che il libro è nato da una rubrica radiofonica di Radio Uno, "Centocinquanta Italie",
andata in onda dal settembre 2010 al marzo 2011, e quanto sia stato difficile confezionare una lista di personaggi
che non fosse suscettibile di attacchi pretestuosi e polemiche ideologiche. E proprio questo punto è stato poi
approfondito dall'autore, che ha spiegato come l'intento della rubrica, prima, e del libro, poi, fosse quello di
restituire una biografia del Paese il più possibile svincolata dai campanilismi e dalle preferenze politiche, libera
dai dogmi postbellici e dalle nostalgie prebelliche, e - proprio per questo - reale, rappresentativa di ciò che l'Italia,
nel bene e nel male, ha prodotto a livello politico, economico, culturale, filosofico e sociale in centocinquant'anni
di storia. Illuminanti, in questo senso, i corsi e i ricorsi storici che i personaggi del libro fanno rivivere e che
sono stati in parte oggetto del dibattito: dai geni incompresi che hanno realizzato le proprie invenzioni all'estero
alla determinazione di chi è riuscito, spesso partendo dal nulla, ad eccellere in patria; dalle idee e dalle imprese
di grandi uomini alla superficialità e ottusità di altri; dalla lungimiranza delle grandi vedute alle piccole meschinità
del tornaconto personale. In una parola, il cammino, più o meno felice, di una nazione.