Niccolò Giani e la Scuola di Mistica Fascista, Mursia, 2009
con Giuseppe Parlato

Venerdì 26 novembre è stato presentato il libro di Tomas Carini, Niccolò Giani e la Scuola di
Mistica Fascista 1930-1943, (Mursia, 2009, pp. 272, € 19).
Nell'introdurre l'incontro, Giuseppe Parlato ha sottolineato due problemi legati alla figura di Giani ed alla
mistica che hanno portato la storiografia ad ignorare questo argomento. Il primo è rappresentato dall'ambiguità
della scuola di mistica nei confronti della "religionizzazione" del fascismo, dal momento che i suoi componenti si
dichiaravano fedeli alla religione cattolica, entrando dunque in conflitto con la visione dello Stato etico
gentiliano. Il secondo è legato alla definizione di "razzismo spiritualista", che è impossibile distinguere dal
razzismo biologico nel momento in cui i mistici promuovevano un discorso antisemita.
L'Autore ha poi analizzato il profilo di Giani, ripercorrendone le principali tappe biografiche ed approfondendo
la funzione della scuola di mistica fascista, fondata dallo stesso Giani nel 1930 e da lui diretta per gran parte
di tutto il decennio seguente. Carini ha dunque spiegato gli insuccessi dei mistici nel tentativo di armonizzare
l'elemento cattolico con la costruzione di uno Stato etico fascista e le suggestioni culturali europee recepite e
rielaborate dalla loro scuola.