INDICE SCHEDA MATERIALI
::2011::

:: Rodolfo Sideri
La rivoluzione ideale di Alfredo Oriani

:: Michelangelo Ingrassia
La sinistra nazionalsocialista

:: Gregorio Sorgonà
La svolta incompiuta. Il gruppo dirigente del P.C.I. tra l'VIII e l'XI Congresso (1956-1965)

:: Giuseppe Parlato
Gli italiani che hanno fatto l'Italia. 151 personaggi per la storia dell'Italia unita 1861-2011

:: Isabella Valentini
Partitocrazia e compromesso storico. Salvatore Valitutti e la crisi dello Stato in "Nuovi Studi Politici", 1971-1979

:: Stefano Fabei
I Neri e i Rossi. Tentativi di conciliazione tra fascisti e socialisti nella Repubblica di Mussolini

:: Aldo G.Ricci
La breve età degasperiana. (1948-1953)

:: Oreste Foppiani
La RSI vista da Londra e da Washington. La Repubblica Sociale Italiana e gli Alleati

:: Giorgio Petracchi
Al tempo che Berta filava. Una storia italiana 1943-1948

:: Marcello Marcellini
Un odio inestinguibile. Primavera 1944: partigiani e fascisti fra Umbria e Lazio

:: Marco Gervasoni
Storia d'Italia degli anni Ottanta. Quando eravamo moderni

:: Valentine Lomellini
L'appuntamento mancato. La sinistra italiana e il dissenso nei regimi comunisti (1968-1989)

:: Marco Zaganella
Dal fascismo alla Dc. Tassinari, Medici e la bonifica nell'Italia tra gli anni Trenta e Cinquanta


::2010::

:: Domenico Fisichella
Il miracolo del Risorgimento. La formazione dell'Italia unita

:: Giordano Bruno Guerri
Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio 1860-70

:: Thomas Carini
Niccolò Giani e la Scuola di Mistica Fascista

:: Francesca Traldi
Verso Bad Godesberg. La socialdemocrazia e le scienze sociali di fronte alla nuova società tedesca (1945-1963)

:: Raimondo Cubeddu
Tra le righe. Leo Strauss su Cristianesimo e Liberalismo

:: Gianni Scipione Rossi
Storia di Alice. La Giovanna d'Arco di Mussolini

:: Marco Tarchi
La rivoluzione impossibile. Dai campi Hobbit alla Nuova destra

:: Danilo Breschi
Spirito del Novecento. Il secolo di Ugo Spirito dal fascismo alla contestazione

:: Antonio Saccà
Il padre di Dio

:: Michela Nacci
Storia culturale della Repubblica

:: Alessandro Orsini
Anatomia delle Brigate Rosse. Le radici ideologiche del terrorismo rivoluzionario

:: Tavola rotonda
Città, regione, nazione: spazi politici e dimensioni territoriali nella storia d'Italia

:: Stefano Biguzzi
Cesare Battisti

:: Lorenzo Cuocolo
Tempo e potere nel diritto costituzionale

:: Alessandra Tarquini
Il Gentile dei fascisti


::2009::

::2008::

::2007::

::2006::

2 dicembre 2010

:::: Giordano Bruno Guerri ::::
Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio 1860-70, Mondadori, 2010
con Giuseppe Parlato



Nell'ambito dei volumi che hanno per oggetto il 150° della creazione dello Stato italiano, giovedì 2 dicembre è stato presentato il libro di Giordano Bruno Guerri, Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio 1860-70, (Mondadori, 2010, pp. 312, € 20). L'incontro è stato introdotto da Giuseppe Parlato che ha evidenziato come la celebrazione della creazione dello Stato italiano dovrebbe rappresentare l'occasione per superare le fratture che hanno segnato la storia del nostro Paese, senza escluderne alcuni protagonisti. Tra questi protagonisti esclusi vi sono i briganti, cui è dedicato il libro di Giordano Bruno Guerri.
L'Autore ha dunque ricordato come il brigantaggio esiste sottoforma di banditismo già dal XVI secolo, ma dopo la creazione dello Stato italiano presenti connotati diversi. Dopo il 1861 le popolazioni dell'Italia meridionale avvertirono infatti l'unificazione con il Regno di Sardegna come un processo di annessione. Le motivazioni furono molteplici. Innanzitutto l'arrivo di Garibaldi fu accompagnato dalla promessa di spezzare il latifondo e dare le terre ai contadini, ma la promessa fu presto disattesa, suscitando il malcontento dei contadini. Inoltre, l'unificazione con il Regno di Sardegna fu accompagnata da un forte aumento delle tasse e da una leva militare molto dura (sei anni). Per queste ragioni scoppiò quella che Guerri definisce una "guerra civile", a causa dell'alto numero di morti registrati da entrambe le parti (l'esercito italiano ebbe 8.000 caduti, più di quelli riportati in tutte e tre le guerre di indipendenza, mentre i morti del sud, non calcolabili, potrebbero essere stimati sulle 100.000 unità).


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Giordano Bruno Guerri e Giuseppe Parlato

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