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3 febbraio 2011
:::: Marco Zaganella ::::
Dal fascismo alla Dc. Tassinari, Medici e la bonifica nell'Italia tra gli anni Trenta e Cinquanta , Cantagalli, 2010
con Gaetano Sabatini e Simone Misiani

Giovedì 3 febbraio si è tenuta la presentazione del volume di Marco Zaganella, Dal fascismo alla Dc.
Tassinari, Medici e la bonifica nell'Italia tra gli anni Trenta e Cinquanta (Cantagalli, 2010, pp. 272, € 17). Hanno
introdotto Gaetano Sabatini e Simone Misiani.
Gaetano Sabatini ha aperto il suo intervento sottolineando come la bonifica integrale abbia rappresentato un modello di
gestione del territorio che ha oltrepassato i confini italiani per essere ripreso da altri paesi europei, come la Turchia
negli anni Cinquanta. Sabatini si è poi soffermato sul tema centrale del volume, costituito dall'analisi della continuità
nei modelli delle politiche di sviluppo, in questo caso applicati all'ambito dell'agricoltura e più specificamente della
bonifica, tra gli anni Trenta e Cinquanta. Si tratta di un fattore che spesso è stato messo in ombra da studi che invece
hanno posto al centro dell'attenzione la discontinuità delle forme di governo. Infine, Sabatini ha trattato dei "miti" che
il volume tenta di svelare, a cominciare da una visione monolitica e ruralizzatrice della politica agraria del fascismo
incarnata dalla figura di Arrigo Serpieri, cui invece l'autore contrappone un orientamento, promosso da Giuseppe Tassinari
nella seconda metà degli anni trenta, che collegava sviluppo agricolo e sviluppo industriale,.
Simone Misiani ha ribadito la dimensione internazionale del modello della bonifica integrale, che fu ripreso anche da
Israele. Ha poi segnalato due elementi di novità del volume. Il primo, costituito dal superamento della contrapposizione
tra ruralisti e industrialisti che ha caratterizzato il dibattito storiografico sullo sviluppo italiano del Novecento, dal
momento che al centro della bonifica integrale vi era l'idea di attuare una politica di sviluppo sul modello del New Deal
americano. Il secondo elemento è costituito dal fatto di evidenziare come molti tecnici italiani degli anni Trenta
tentarono di promuovere una cultura economica liberale muovendosi all'interno di una forma politica che negava la libertà.
Prendendo la parola a chiusura dell'iniziativa, Marco Zaganella ha criticato il mito dell'"isolamento" della cultura
economica italiana degli anni Trenta, portando come esempio proprio Giuseppe Tassinari, il cui lavoro fu apprezzato negli
Stati Uniti ed in Europa, favorendo l'"internazionalizzazione" della cultura agraria italiana ed in particolare della
concezione della bonifica integrale. Zaganella si è poi soffermato sulle caratteristiche dell'"assalto al latifondo"
concepito da Giuseppe Tassinari, che rappresenta il primo tentativo operato dallo Stato italiano di risolvere la questione
meridionale tentando di modificare la struttura socio-economica dei territori cui si rivolgeva e collegando lo sviluppo
agricolo allo sviluppo industriale. Approccio che sarà poi seguito nel secondo dopoguerra, grazia anche all'operato del più
importante allievo di Giuseppe Tassinari, vale a dire Giuseppe Medici.
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Gaetano Sabatini, Marco Zaganella e Simone Misiani
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